
SAN DAMIANO
L'EREMO costituisce uno dei luoghi intatti della ricerca
La vita di Francesco
in questa chiesetta scura e
umilissima,
custodita ancora da intatto silenzio.
Appena guarito dalla
malattia,
durante la quale sentì il richiamo alla vita religiosa,
nell'estate del 1205, si recò a pregare nella chiesina di San
Damiano,
dinanzi a uno dei Crocifissi schematici e rigidi,
dipinti
su tavola, anteriori a Cimabue.
Quì Francesco a 24 anni ha visto al di là
dell'anima;
si è inconttrato con l'Amore di Cristo.
Situato in aperta
campagna verso sud-est, il paesaggio che ci circonda crea
nell'anima un'atmosfera di ambientazione contadina
che distacca dalle
solite costruzioni artefatte e
compie quasi un lavacro purificatore in ciascuno di noi.
e
dello spirito francescano e nessuna costruzione grandiosa
ne ha alterato il carattere.
L'eremo delle carceri
parla di silenzio e
di preghiera fatta di ascolto di Dio.
Francesco offre un insegnamento fondamentale:
la preghiera
non è un salvagente di fronte ai pericoli della
civiltà moderna,
non è una liberazione dell'uomo
dai FALSI assoluti,
ma è soprattutto l'espressione più
alta dell'amore più alto.
Francesco non si ritira nel silenzio
della pregjiera per essere liberato dai pericoli,
ma perchè CREDE
e perchè AMA.
Chi vuole raggiungere l'Eremo delle Carceri
deve
uscire dalla città dalla Porta dei Cappuccini
per una strada che porta
al Subasio e che offre una panoramica ricca di sorprese.
Il tragitto offre
sempre più il senso di silenzio e
di solitudine verso la cima del
Subasio fino a quota 800 m.
mentre dietro le spalle si allarga la visione
sulla città e sulla pianura umbra.
BASILICA DI SAN FRANCESCO.
L'interno della chiesa superiore é ad unica navata,
con quattro campate con volta a crociera, transetto ed abside.
Di Cimabue ed aiuti sono gli affreschi che decorano I'abside
e le pareti e le volte del presbiterio e del transetto.
Nel transetto sinistro si ammira una vigoro.
Crocifissione di Cimabue che ha subito molti danni
soprattutto per
l'annerimento dell'ossido di piombo
con il quale il
pittore aveva ricavato il colo bianco.
Il ciclo di affreschi,
iniziato attorno al 1277,
si completa con Storie della vita
della Vergine (nell'abside);
storie dell'Apocalisse
(nel transetto sinistro)
scene della vita dei Santi Pietro e Paolo
(transetto destro). Sempre nsll'abside,
rilevante é il coro ligneo,
contenente 102 stalli,
eseguito tra il 1491 e il 1501. Lungo le navate corrono,
in alto, sulla destra affreschi raffiguranti episodi dell'Antico Testamento
(riferibili alla scuola romana del Torriti),
sulla sinistra scene del Nuovo Testamento,
di scuola cimabuesca.
Sul registro inferiore della navata é affrescato il celebre
« ciclo giottesco ».