SANTA MARIA DEGLI ANGELI
Nella seconda metà del 500 San Pio V
ordina la costruzione di una grande basilica
che racchiudesse e proteggesse la Porziuncola,
anche per accogliervi la folla dei pellegrini
che accorrevano nel giorno del Perdono.
La grande, maestosa costruzione fa spiccare,
con sapiente contrasto, la piccolezza e la povertà della primitiva chiesina.
A destra dell'altar maggiore si trova la Cappella del Transito,
dove il Santo spirò, sulla nuda terra,
la sera del 3 ottobre 1226.
Sopra in elegante altare del trecento in una nicchia,
è posta la bella statua di Francesco.
Poco lontano dalla Sacrestia è il miracoloso Roseto.
In una notte di gennaio, il Santo tentato dal demonio,
si gettò nudo in mezzo al cespuglio di un rosaio selvatico spoglio di foglie e irto di spine.
Pare che il suo corpo non avesse bisogno di quella punizione,
perchè il rosaio perse le spine e d'allora in poi non ne ebbe più.
.
PORZIUNCOLA vuol dire "piccola porzione di terreno".
Ai tempi della conversione del giovane Francesco
quella "Porziuncola" apparteneva ai Benedettini del Subasio
e vi cresceva sopra un magro bosco.
In mezzo al bosco sorgeva una chiesina,
la più povera e la più piccola di cui S. Benedetto avesse il governo.
Si diceva che qualcuno avesse udito degli Angeli cantare
perciò il popolo la chiamava SANTA MARIA DEGLI ANGELI.
Fu con San Damiano, una delle chiesette
che Francesco riparò con le sue mani dopo aver udito
le parole del crocifisso:"Va e ripara la mia casa".
Tutti i viaggi di San Francesco e dei suoi compagni
partivano dalla Porziuncola e vi facevano capo.
In questa chiesina,consacrò a Dio la giovane diciottenne di nome Chiara,
fuggita di casa per seguire l'esempio del Santo.
La volta ogivale è annerita dal fumo,
come è annerito il dipinto dell'altare con una Annunciazione e Storie del Perdono (1393).
La bellezza spirituale di questo polittico
contrasta con la decorazione che si vede sulla facciata della chiesina e che è del 1030.

SAN DAMIANO
La vita di Francesco
è nata qui,
in questa chiesetta scura e umilissima,
custodita ancora da intatto silenzio.
Appena guarito dalla malattia,
durante la quale sentì il richiamo alla vita religiosa,
nell'estate del 1205, si recò a pregare nella chiesina di San Damiano,
dinanzi a uno dei Crocifissi schematici e rigidi,
dipinti su tavola, anteriori a Cimabue.
Quì Francesco a 24 anni ha visto al di là dell'anima;
si è inconttrato con l'Amore di Cristo.
Situato in aperta campagna verso sud-est, il paesaggio che ci circonda crea
nell'anima un'atmosfera di ambientazione contadina
che distacca dalle solite costruzioni artefatte e
compie quasi un lavacro purificatore in ciascuno di noi.

L'EREMO costituisce uno dei luoghi intatti della ricerca
e dello spirito francescano e nessuna costruzione grandiosa
ne ha alterato il carattere.
L'eremo delle carceri parla di silenzio e
di preghiera fatta di ascolto di Dio.
Francesco offre un insegnamento fondamentale:
la preghiera non è un salvagente di fronte ai pericoli della civiltà moderna,
non è una liberazione dell'uomo dai FALSI assoluti,
ma è soprattutto l'espressione più alta dell'amore più alto.
Francesco non si ritira nel silenzio della pregjiera per essere liberato dai pericoli,
ma perchè CREDE e perchè AMA.
Chi vuole raggiungere l'Eremo delle Carceri
deve uscire dalla città dalla Porta dei Cappuccini
per una strada che porta al Subasio e che offre una panoramica ricca di sorprese.
Il tragitto offre sempre più il senso di silenzio e
di solitudine verso la cima del Subasio fino a quota 800 m.
mentre dietro le spalle si allarga la visione sulla città e sulla pianura umbra.

BASILICA DI SAN FRANCESCO.
L'interno della chiesa superiore é ad unica navata,
con quattro campate con volta a crociera, transetto ed abside.
Di Cimabue ed aiuti sono gli affreschi che decorano I'abside
e le pareti e le volte del presbiterio e del transetto.
Nel transetto sinistro si ammira una vigoro.
Crocifissione di Cimabue che ha subito molti danni
soprattutto per l'annerimento dell'ossido di piombo
con il quale il pittore aveva ricavato il colo bianco.
Il ciclo di affreschi, iniziato attorno al 1277,
si completa con Storie della vita della Vergine (nell'abside);
storie dell'Apocalisse (nel transetto sinistro)
scene della vita dei Santi Pietro e Paolo
(transetto destro). Sempre nsll'abside,
rilevante é il coro ligneo, contenente 102 stalli,
eseguito tra il 1491 e il 1501. Lungo le navate corrono,
in alto, sulla destra affreschi raffiguranti episodi dell'Antico Testamento
(riferibili alla scuola romana del Torriti),
sulla sinistra scene del Nuovo Testamento, di scuola cimabuesca.
Sul registro inferiore della navata é affrescato il celebre
« ciclo giottesco ».

indietro avanti